Gli occhi dell’uragano, Berta Serra Manzanares, La Nuova Frontiera

Il padrone Conrado era arrivato all’Avana nel 1834 come agente commerciale dell’azienda Eusebio Arumí & Co. di Barcellona.
Falla fruttare oppure mettila in liquidazione, erano stati gli ordini
ricevuti dal signor Eusebio quando Conrado Grau aveva accettato
di farsi carico della succursale a Cuba. E siccome non era disposto
a liquidarla, perché la decisione avrebbe comportato il suo rientro
nella metropoli, il padrone, che non era stato il padrone di nessuno
finché stanco di vivere da solo in una stanza in affitto non aveva
comprato quella che poi sarebbe stata la mia mamma, una schiava
creola di sedici anni di nome Benilde, ce l’aveva messa tutta per
rilanciarla.
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